Carne Genuina, la prima carne a impatto zero con l'adozione di 35 baobab

Carne Genuina, la prima carne a impatto zero con l’adozione di 35 baobab

La minaccia del cambiamento climatico ha smosso la coscienza di una minoranza di allevatori italiani, che hanno promosso iniziative volte a ridurre sensibilmente l’impatto ambientale della produzione di carne. L’uso di terreni agricoli adibiti a pascolo e coltivazione di foraggio, in associazione con l’uso di pesticidi e la pratica degli allevamenti intensivi, ha un impatto negativo sull’ecosistema.

Il disboscamento dovuto alla necessità di lasciare spazio agli allevamenti libera nell’aria tonnellate di anidride carbonica, ovvero il maggior responsabile del surriscaldamento globale. Una famiglia di allevatori della Bassa Bergamasca ha dimostrato che produrre carne a impatto zero è possibile, a patto di ripristinare i livelli di anidride carbonica liberata nell’aria.

Per produrre un kg di carne di manzo si immettono nell’atmosfera qualcosa come 25 kg di anidride carbonica; ne discende che se ne liberano 7500 kg per allevare un vitellone di 300 kg. La start-up Carne Genuina è stata fondata da una famiglia che alleva bovini da fine Ottocento e che oggi può contare su 30 vitelloni. A conti fatti, l’allevamento di questi bovini produce circa 225 t all’anno di anidride carbonica.

Questa azienda a conduzione familiare si è dotata da tempo di impianti fotovoltaici che producono 660 MWh all’anno di energia pulita. Nello specifico, i pannelli fotovoltaici neutralizzano 132 delle 225 tonnellate di anidride carbonica liberate nell’aria con l’allevamento dei suddetti 30 vitelloni. Insomma, per poter parlare di prima carne a impatto zero mancherebbero 93 t di CO2.

Adozione di 35 baobab per un progetto sostenibile

Per neutralizzare il resto dell’anidride carbonica prodotta allevando vitelloni, i fondatori di Carne Genuina hanno deciso di piantare baobab. Si tratta di alberi africani tanto monumentali quanto longevi, ciascuno dei quali riesce ad assorbire circa 3 t di CO2. Adottandone 35, quest’innovativa sturtup riesce a neutralizzare 105 t di anidride carbonica, un quantitativo che supera abbondantemente le 93 t che mancavano al computo totale. Così si può ben dire che Carne Genuina sia la prima carne a impatto zero.

L’adozione di 35 baobab in Kenya è possibile grazie alla piattaforma Treedom, che consente di salvaguardare l’ambiente sostenendo al contempo le comunità autoctone che si occupano di piantare gli alberi per conto dei finanziatori come Carne Genuina. In questo modo si piantano gli alberi giusti nei posti giusti, se ne monitora la crescita nei primi anni di vita e inoltre si trasferiscono competenze agronomiche a comunità di contadini africani.

Gli allevatori di Carne Genuina hanno prodotto la prima carne a impatto zero, anzi a conti fatti si tratta di vitellone a impatto sottozero, considerato che si emette nell’aria un quantitativo di CO2 addirittura inferiore a quello prodotto. A questo scopo i fondatori della sturtup si impegnano a adottare ogni anno tanti baobab quanti ne servono per continuare a produrre carne sostenibile.

Filiera corta e consegna a casa

La sostenibilità dell’allevamento di Carne Genuina è garantita anche da una filiera cortissima: i bovini di razza italiana, nati e cresciuti in cascina, vengono nutriti con cereali coltivati in loco dagli stessi allevatori, mentre la lavorazione della carne è affidata allo storico macellaio di fiducia. L’assenza di passaggi superflui nella filiera assicura la tracciabilità dei prodotti.

La vendita dei migliori tagli di carne italiana selezionata avviene direttamente sulla piattaforma di Carne Genuina e ciò contribuisce ad accorciare ulteriormente la filiera. Bastano pochi clic per comprare gli assortiti Bovì Box dell’azienda: un corriere refrigerato consegnerà a domicilio carne fresca, di alta qualità e a impatto zero. Anche il packaging in materiale riciclabile è in linea con la filosofia di Carne Genuina, che ha scelto di promuovere il consumo responsabile di carne italiana.

La start up collabora esclusivamente con aziende a conduzione familiare che condividono le stesse pratiche di sostenibilità, cioè che possiedono terreni di proprietà, non fanno uso di pesticidi e hanno installato efficienti impianti di energia rinnovabile. Lo scopo dichiarato è di proporre carne sostenibile, ridurre gli sprechi e saltare tutti i passaggi inquinanti della filiera.